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Aragoni:”I film sono fatti per sognare”

October 4, 2016

nuraghes2Non si ferma un attimo Mauro Aragoni: dopo Quella sporca sacca Nera, il western scritto e girato in Sardegna che gli ha permesso di vincere premi importanti a Hollywood, e il teaser di Nuraghes, che in poco tempo è riuscito a ottenere numerose visualizzazioni sul web, il regista e sceneggiatore ogliastrino è pronto a lanciare un nuovo cortometraggio. «In seguito alle riprese del teaser di Nuraghes, abbiamo girato un prequel del film ambientato 100 anni prima. Si intitolerà S’Arena e uscirà il prossimo inverno».

Di cosa parlerà?
«S’Arena è un cortometraggio di 20 minuti grazie al quale si può capire meglio l’universo e lo stile di Nuraghes. La trama è molto semplice: gli incubi perseguitano il guerriero Arduè, c’è qualcosa dall’inferno che cerca di comunicare con lui. Il ricordo di sua figlia si fa vivo ogni notte e il rimorso per non averla salvata lo tormenta da troppo ormai. Così, una volta scoperto il nome dell’assassino, Arduè, accompagnato dal maestro Bachis, affronta un lungo viaggio per poter partecipare ad un segreto e sanguinario torneo che si svolge in un’arcaica arena di sabbia in mezzo al verde, dove il bronzo si mischia alla carne e gli sciamani reclutano i migliori guerrieri dell’isola. Sarà lì che Arduè affronterà ogni singolo combattente per arrivare in cima e sfidare l’uomo che gli ha tolto tutto».

Cosa ci dobbiamo aspettare da S’Arena? 

«Rispetto a Nuraghes, che si concentra sulla decadenza della civiltà nuragica, S’Arena sarà meno macabro e più luminoso perché racconta una storia ambientata nella prima fase del periodo nuragico, quando l’Isola era ancora felice. Anche qui il fantasy si fonde con l’horror e ci sono tanti elementi della realtà e della mitologia sarda che mirano a valorizzare i nostri costumi e il folklore sardo».

A che punto siete con i lavori di Nuraghes?
«Stiamo cercando un produttore e speriamo che S’Arena ci possa aiutare a trovare qualcuno disposto a investire nel progetto. Intanto stiamo pensando di sviluppare una serie di attività collegate al film: sarebbe bello trasformare Nuraghes in una graphic novel».

Che situazione vive il fantasy in Italia?
«Il fatto che ai David di Donatello in questi ultimi anni abbiano stravinto film fantasy come Il racconto dei racconti – Tale of Tales di Matteo Garrone e Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti dimostra che nel nostro Paese qualcosa sta cambiando. Forse si è finalmente capito che il fantasy non è un genere di scarso valore artistico e anche la Sardegna dovrebbe iniziare a rendersene conto».

Credi che il cinema sardo consideri il fantasy un genere minore?
«In Sardegna c’è ancora molto diffidenza verso il fantasy e non ci rendiamo conto che, invece, la nostra Terra ha tanto da cui prendere spunto: ci sono la storia, le leggende e tutte quelle favole fantastiche che non puoi non inserire in un film. Il fantasy è uno strumento che offre la possibilità all’autore di spaziare e allo spettatore di fantasticare. E poi non dimentichiamo che quello che racconta un film non deve esser necessariamente la realtà. I film sono fatti anche per sognare e credo che questo molti l’abbiano dimenticato».

Stai trovando difficoltà nel far conoscere il tuo modo di fare cinema?
«Tutto quello che abbiamo fatto sinora è stato prodotto con i nostri soldi, ma qualcuno che crede nei miei progetti c’è: in questo momento sono sotto contratto con la società di produzione cinematografica Palomar per scrivere una sceneggiatura western. Per me si tratta di una grande occasione perché mi stanno dando la possibilità di imparare il mestiere sul campo».

Che idea ti sei fatto di Iskìda della Terra di Nurak?
«Andrea Atzori ha creato un mondo fantastico, fondendo storia e fantasia, che omaggia la Sardegna. Mi sembra un manga sardo scritto da un autore di altri tempi, da uno scriba nuragico. Inoltre, trovo geniale il fatto che il testo contenga le illustrazioni».

Che pensi del progetto cinematografico portato avanti dalla Condaghes e dal regista Anthony LaMolinara?
«Penso che il film di Iskìda si debba fare per forza. Avere come regista un Premio Oscar non è da tutti e sono certo che LaMolinara, essendo anche un maestro agli effetti speciali, può veramente dare vita a un film importante che valorizza la nostra regione sotto tutti i punti di vista, compreso il turismo».

Quali differenze ci sono tra Nuraghes e Iskìda della Terra di Nurak?
«Sono due storie completamente diverse: Nuraghes è un film per adulti che racconta la parte nera della Sardegna; Iskìda, inveceè per tutti. È come se avessimo a che fare con un Signore degli Anelli sardo e con un Games of Thrones sardo, anche se forse Nuraghes è ancora più crudo di quest’ultimo…».

 

IL TEASER DI NURAGHES:

 

 

 

Riproducibile con citazione della fonte