Skip to content

Clara Murtas: “Vorrei vedere come continua Iskìda”

August 2, 2016

Clara Murtas nella parte di Jana Norna- ©alecani 2016

Clara Murtas nella parte di Jana Norna- ©alecani 2016

Clara Murtas, attrice, cantante e autrice cagliaritana, è la nostra Jana Norna del teaser trailer di Iskìda della Terra di Nurak diretto dal regista Premio Oscar Anthony LaMolinara.

Clara, cosa pensa di Iskìda della Terra di Nurak?

«L’idea di parlare in termini fantastici del periodo nuragico penso sia un modo originale per far avvicinare la gente alle nostre origini. Anche se la vicenda è frutto della fantasia di Andrea Atzori, Iskìda della Terra di Nurak  può suscitare curiosità nei confronti della storia reale della Sardegna. E proprio per questa ragione non capisco i sardi che si offendono quando viene fatto del fantasy sulle nostre tradizioni: qualsiasi cosa si voglia fare, persino la parodia, può essere positiva per la Sardegna».

Cosa l’ha spinta ad accettare a prendere parte al teaser trailer?

«Avendo pubblicato il libro Sante&Sciamane con la Condaghes, conosco bene Francesco Cheratzu e Giovanni Manca e proprio loro tempo fa mi avevano parlato di questa impresa. Così, incuriosita, ho letto il primo libro e ho deciso di accettare: sono rimasta colpita e affascinata nonostante non sia un’appassionata del genere fantasy».

 

Com’è stato lavorare con Anthony LaMolinara?

«Anthony è un professionista. Nella mia vita non ho lavorato tanto nel mondo del cinema, ma qualche esperienza, soprattutto quando ero più giovane, l’ho avuta e posso garantire che Anthony LaMolinara è un regista affidabile, sicuro di sé e tranquillo».

Clara Murtas e Anthony LaMolinara ©alecani 2016

Clara Murtas e Anthony LaMolinara – ©alecani 2016

 

Che aria si respirava sul set a Bosa?

«Sul set c’era un’aria ottima: Anthony sa trattare bene sia con la troupe che con gli attori. È andato tutto nel migliore dei modi e siamo anche stati fortunati anche con il tempo: all’inizio sembrava quasi non si dovesse più girare a causa del maltempo, invece la giornata è cambiata e siamo riusciti a portare a termine il lavoro».

 

È stato difficile girare la sua scena?

«Davvero difficile: ci trovavamo in un sito disagiato, che si può raggiungere comodamente solo in barca. Scendere a piedi è dura. Infatti io, essendo avanti con gli anni rispetto agli altri, mi sono dovuta far aiutare sia a scendere che a salire. Sembrava una catena umana! Una volta arrivata giù mi sono chiesta come avessero fatto a portare tutta l’attrezzatura…».

 

È rimasta colpita dalla location di Torre Argentina?

«La location era bellissima. Ero in una grotta e sembrava di avere alle spalle una grossa conchiglia, la conchiglia della “Nascita di Venere”. Mi sono seduta su un pavimento di roccia dove si insinua il mare e in cui bisogna stare molto attenti all’acqua: la marea potrebbe coprire tutta la pavimentazione».

 

Clara Murtas a Torre Argentina (Bosa) - ©alecani 2016

Clara Murtas a Torre Argentina (Bosa) – ©alecani 2016

Che ricordo custodisce di quella esperienza?

«È stata una scena ricca e densa di emozioni che colpisce sicuramente. Sono stata seduta per tre ore su quel pavimento di roccia in compagnia di due falchi, Ginevra e Merlino. Forse uno dei ricordi più belli è stato proprio aver girato per la prima volta nella mia vita con gli animali».

 

Com’è stato condividere la scena con i falchi?

«Davvero emozionante avere accanto un falco. Io ero molto tranquilla e loro erano davvero carini lì vicino a me. A un certo punto ho pure iniziato a parlarci, ma sono stata ripresa subito dal falconiere: in questi casi è meglio che sentano solo la voce del padrone. È stato divertente quando è entrato il drone che simulava il volo del falco: faceva dei giri concentrici sopra di me e col suo rumore il falco si è spaventato. Strideva come un pazzo».

 

Jana Norna ha gli occhi bianchi e ciechi…

«Ho messo delle lenti bianche che all’apparenza sembravano coprenti, ma per fortuna riuscivo a vedere. Non so come sarei potuta scendere sul set visto che le ho messe in paese. Sarei potuta impazzire».

Clara Murtas - ©alecani 2016

Clara Murtas – ©alecani 2016

 

Cosa pensa succederà ora che il teaser trailer è stato completato?

«Credo in Iskìda e spero che il film si faccia. Per la Sardegna potrebbe essere un ottimo veicolo pubblicitario, un bel biglietto da visita a livello mondiale. Certamente i finanziamenti che occorrono sono notevoli, però la Sardegna se lo meriterebbe un film così. E poi, come si dice, “Uno ci fa la bocca” e ci piacerebbe vedere come continua la storia».

 

Che progetti ha per il futuro?

«Sono impegnata con la promozione del documentario su mia madre, Paolina era la madre di Giulia: un bel successo per me perché è davvero difficile far girare prodotti di questo tipo. Nel frattempo lavoro come cantante: mi è stato chiesto di fare la parte musicale dei Moti del 1906, mi sto preparando per il Signal di settembre, festival di musica elettronica e non, e sto lavorando ormai da anni al Progetto Gramsci che presenteremo nel 2017».

 

 

 

 

 

Riproducibile con citazione della fonte