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Dai pascoli al cinema: le grandi potenzialità del cane Fonnese

September 13, 2016

Astula, il cane Fonnese che ha interpretato Ino nel teaser trailer di Iskìda della Terra di Nurak - ©alecani 2016 - all rights reserved - info at alecani@gmail.com

Astula, il cane Fonnese che ha interpretato Ino nel teaser trailer di Iskìda della Terra di Nurak ©alecani 2016

Astula, il bel cane Fonnese protagonista del teaser trailer di Iskìda della Terra di Nurak diretto dal regista Premio Oscar Anthony LaMolinara, è diventato ormai un divo facendo riscoprire uno dei tesori sardi che custodiamo da tempo immemorabile. Conosciamo meglio il cane di Fonni parlandone con la dottoressa Raffaella Cocco, docente della facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Sassari ed esperta in patologie comportamentali.

Dottoressa Cocco, quali sono le caratteristiche morfologiche del cane Fonnese?

«Il Fonnese è un cane di media mole: la sua conformazione è quella di un mesomorfo il cui tronco supera di poco l’altezza al garrese. La coda ha una base larga, grossa alla radice, robusta, che va via via affusolandosi verso le estremità, ma ci sono alcuni esemplari che nascono anuri o brachiuri. Il pelo è caprino, munito di folto e denso sottopelo lanoso; esiste anche una varietà a pelo raso, per altro oggi rara. I colori ammessi sono il nero, il cenere, nelle sue varie tonalità, ed il miele. Questi ultimi possono essere anche tigrati, e sono ritenuti i più antichi. La testa, mesomorfa, presenta la cresta occipitale ben rilevata e un tartufo, con narici larghe e aperte, carnoso e nero. La mascella e la mandibola sono di grande potenza e terminano larghe con arcate dentali potenti. Lo sguardo di questi animali è molto intenso e caratteristico e rappresenta un elemento di tipicità della razza. L’ espressione è un po’ triste, profonda e autorevole e la caratteristica faccia da scimmia è dovuta al fatto che gli occhi, ambra e ovali, sono tra loro ravvicinati e in posizione frontale. Le orecchie, infine, sono di forma triangolare e non troppo lunghe, portate pendenti e, in attenzione, ben aderenti alle guance».

Dal punto di vista comportamentale, invece, come si caratterizza la razza di Fonni?

«Il carattere di molti individui appartenenti a questa razza viene tradizionalmente considerato come molto aggressivo e gran parte degli allevatori considerano questa caratteristica, a dir loro innata, come grande pregio. L’analisi comportamentale sui soggetti da noi analizzati ci ha permesso di sfatare la proverbiale aggressività attribuita alla razza. La compilazione dell’etogramma dei 200 soggetti analizzati ci ha portato a delle riflessioni degne di nota, anche alla luce del crescente interesse sulla relazione uomo-cane e delle problematiche ad essa legate, come randagismo e aggressività. Il Fonnese è un cane da lavoro, che non si mostra mai astioso con gli animali di cui si prende cura, ma sa essere implacabile con possibili predatori (volpi, cani). Fedele alle sue origini rustiche, non si trasforma mai in un “giocattolo” che fa tenerezza. Ciò non significa che sia aggressivo, semplicemente domanda di essere trattato come un vero compagno sul quale si può sempre fare affidamento. Per vivere in armonia con lui, bisogna conoscere la specie canina e apprezzare la sua primitiva rusticità. A questa condizione, si verrà conquistati dalla sua intelligenza, dalla dignità e dall’istinto spiccato per la guardia. Nel suo ambiente si mostra discreto e non ha mai comportamenti inopportuni ed eccessivi. Se non lavora, deve svolgere una attività fisica adeguata per conservare tutto il suo equilibrio».

Il Fonnese solo di recente è stato riconosciuto come razza a livello internazionale. Quali sono i requisiti richiesti per ottenere un tale riconoscimento?

«Il riconoscimento della razza Cane Fonnese non è ancora completo, per il momento siamo alla prima fase di riconoscimento da parte dell’ENCI (Ente Nazionale Cinofilia Italiana), la procedura per il riconoscimento della razza alla FCI (Federazione Cinologica Internazionale) non è ancora iniziata. La richiesta per il riconoscimento di una nuova razza deve essere inoltrata alla Segreteria della FCI a mezzo dell’organizzazione cinofila nazionale del Paese appartenente alla FCI. Il Paese d’origine della razza, membro della FCI, può chiedere ad un altro Paese, membro della FCI, di sottoporre tale richiesta al proprio posto. In questo caso, la delega del Paese d’origine deve apparire scritta nella documentazione. Le nuove razze possono essere sia popolazioni canine che sono già riconosciute altrove e che possono essere già riconosciute da altre organizzazioni cinofile, sia delle razze ricreate o razze nuove. Una nuova razza può essere riconosciuta come tale se corrisponde alla definizione di razza (vedasi il regolamento FCI sulla riproduzione nelle e tra le varietà). La popolazione deve essere composta da almeno 8 linee di sangue, ognuna con almeno 2 stalloni e 6 fattrici (nucleo originale). Non ci deve essere alcuna relazione di sangue per tre generazioni».

Astula sul set di Iskìda della Terra di Nurak - ©alecani 2016 - all rights reserved - info at alecani@gmail.com

Astula sul set di Iskìda della Terra di Nurak – ©alecani 2016-

Quali sono le condizioni sociali e ambientali che hanno permesso l’evoluzione e il mantenimento della razza Fonnese?

«L’isolamento legato all’insularità e le peculiarità dell’ambiente agro-pastorale sardo. Il cane di Fonni, una razza endemica della Sardegna, non è mai stato sottoposto ad una selezione mirata ed artificiale, ma si è evoluto al fianco della popolazione sarda in maniera naturale, influenzato esclusivamente dalle condizioni geografiche, attraverso una selezione naturale basata sullo sviluppo di determinati tratti caratteriali ed attitudinali considerati utili all’uomo».

Dallo studio approfondito del DNA del cane da parte di scienziati di fama internazionale che cosa è emerso?

«I patterns del genoma rilevano una similarità tipica di razza, mentre le analisi demografiche sulla popolazione canina dimostrano una identità specifica del cane di Fonni rispetto alle altre popolazioni canine dell’area del Mediterraneo. Ulteriori analisi sugli indici di inbreeding e fissaggio dei caratteri genetici rivelano il coinvolgimento del cane di Fonni nel successivo sviluppo di alcune razze canine presenti nell’area mediterranea, mentre mettono in evidenza una sua vicinanza genetica con cani nord africani e dell’Asia Meridionale. Inoltre, nel DNA sono stati individuati geni primitivi che appartengono anche al lupo e che dimostrano appunto l’antichità della razza».

L’esposizione mediatica della razza può essere un’opportunità, ma anche un pericolo. Qual è la sua posizione a riguardo?

«Credo che da una parte ci sia l’opportunità di far conoscere un importante aspetto della biodiversità sarda, ma dall’altra il pericolo che questo cane venga diffuso in contesti a lui non congeniali e che perda le sue peculiarità sia fenotipiche che comportamentali. In questo devono essere bravi gli allevatori a mantenere ciò che hanno conservato nei secoli. Mi preoccupa il fatto che il Fonnese possa essere preso come cane da compagnia: si tratta di un animale che non può essere affidato a chiunque perché ha bisogno di avere accanto un punto di riferimento forte, senza guida può diventare pericoloso».

Può descrivere il carattere di Astula, il  Fonnese che nel teaser trailer di Iskìda della Terra di Nurak ha interpretato Ino, il fedele cane della protagonista?

«Astula è il tipico cane Fonnese, in lui sono magistralmente espresse tutte le caratteristiche comportamentali descritte precedentemente. Di lui mi ha sempre colpito il carattere forte, è molto sicuro di sé».

Astula ha avuto problemi a girare le sue scene con tante persone sconosciute e in un territorio non suo?

«Astula non ha avuto alcun problema. In quella situazione si è trovato a suo agio: fuori dal suo territorio, dal luogo in cui lavora, non sente il bisogno di essere aggressivo soprattutto se è presente il proprietario. Sul set ha preso sotto la sua custodia l’attrice Veronica Obinu: il suo unico fastidio era quello che la potessero portare via».

La presenza della telecamera può averlo infastidito?

«Assolutamente no, è un cane collaborativo e se qualcosa non gli fosse andata bene lo avrebbe fatto capire ringhiando di continuo».

Astula - ©alecani 2016

Astula – ©alecani 2016

Trattandosi di un animale abituato a svolgere il suo lavoro in campagna, pensa possa aver vissuto in modo negativo la sua prima esperienza cinematografica?

«No, una caratteristica comune a tutti gli esemplari di questa razza è la capacità di adattarsi a nuove situazioni, senza manifestare alcun segno di disagio. Infatti sul set scorrazzava felice».

Ha riscontrato sintomi di disagio in Astula in seguito alle riprese cinematografiche?

«Conosco Astula da tanti anni e posso garantire che è un cane sereno. I sintomi classici di disagio per un cane sono l’aumento della frequenza cardiaca, il leccarsi il labbro di continuo, sbadigliare, sollevare un arto, piegare la testa o portare le orecchie indietro. Ecco, Astula sia durante le riprese che dopo non ha mai mostrato neanche uno di questi sintomi di stress».

 

 

 

 

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