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Dietro le quinte di Iskìda

November 15, 2016

Piero Obinu nei panni del gigante

«Ci trovavamo a casa mia, a Scano di Montiferro, quando Francesco Cheratzu e io abbiamo iniziato a fantasticare sulla possibile trasposizione cinematografica della trilogia di Iskìda della Terra di Nurak. L’idea era allettante, così abbiamo deciso di iniziare a cercare le location in questa zona e proporle a Anthony LaMolinara che si era detto disponibile a fare un corto». Piero Obinu, regista teatrale e attore dell’Associazione culturale Elighelande Teatro di Scano di Montiferro, ricorda con entusiasmo e un pizzico di emozione l’esperienza vissuta durante la preparazione e le riprese del cortometraggio diretto in Sardegna dal regista LaMolinara.

Com’è stato lavorare con LaMolinara?
«Anthony è una persona eccezionale oltre che un grande professionista. Stare al fianco di un artista come lui è stata un’esperienza estremamente formativa per me che da anni mi occupo di teatro».

Che ruolo hai avuto per la realizzazione del corto di Iskìda della Terra di Nurak?
«Mi sono ritrovato a fare di tutto: dal location manager allo scenografo, passando per il trucco e i costumi. Ho organizzato una parte del casting, aiutato a costruire la pinnetta di Orosei, decorato attrezzi, cercato strumenti e utensili per le scene. E come se non bastasse, mi hanno dato pure la possibilità di recitare una piccola parte vestendo i panni del gigante».

Mi pare di capire che sei stato un punto di riferimento importante per la produzione…
«In questi due anni si è creata una grande famiglia, la famiglia di Iskìda che non è altro che la bellissima famiglia dei sardi. Se fosse necessario, ripartirei domani mattina».

Nessun ricordo negativo?
«Ero preparato a tutto: vengo dal teatro e so quanto è fatico e impegnativo preparare uno spettacolo. Certo, è stata dura soprattutto con gli orari del set, ma quando si crea questa magica sintonia e ti appassioni veramente a qualcosa, tutto passa in secondo piano».

Che ruolo ricopri esattamente nella tua compagnia teatrale?
«Mi occupo della regia, ma mi dedico anche al suono, alle luci, alla scenografia e alla recitazione. Purtroppo oggi con la cultura non ci si arricchisce e sono costretto a dover fare tutto per portare in scena i nostri spettacoli».

Iskida - ©alecani 2016 - all rights reserved - info at alecani@gmail.com

Il set naturale di Torre Argentina (Bosa) ©alecani 2016

A proposito di location, nel corto di Iskìda si potranno ammirare paesaggi poco conosciuti della Sardegna.

«La Planargia e il Montiferru sono territori stupendi che meritano di essere valorizzati e io sono molto contento del fatto che LaMolinaria sia rimasto così tanto affascinato dalle nostre bellezze da voler ambientare la maggior parte del corto proprio nell’alto oristanese».

La gente del posto come ha accolto la notizia dell’arrivo di un Premio Oscar?
«Alcuni erano entusiasti, altri ci hanno creduto sin dal primo momento, ma in generale il territorio non ha risposto come mi aspettavo. In particolare, immaginavo un riscontro diverso da parte dell’amministrazione pubblica. A un certo punto ho dovuto addirittura puntare i piedi con Francesco Cheratzu affinché si girasse nelle mie zone».

Anche la maggior parte degli attori e delle comparse vengono da Scano di Montiferro.
«Come ho anticipato, Elighelande Teatro ha organizzato il casting e tra i vari attori della mia compagnia, compreso Piero Pala che è stato scelto per interpretare Elifas, si sono presentate ai provini anche le mie figlie. E’ stata un’emozione indescrivibile quando abbiamo saputo che una della due, Veronica, era stata scelta per interpretare la parte della protagonista Iskìda».

Siete contenti del fatto che vostra figlia voglia lavorare nel mondo del cinema?
«C’è grande entusiasmo per lei, ma sia io che mia moglie cerchiamo di lasciarla libera di scegliere. Il suo desiderio di fare l’attrice è nato per caso: un giorno ci siamo trovati in difficoltà poco prima dello spettacolo Pedru Zara di Leonardo Sole a causa di un imprevisto dell’ultimo minuto di un’attrice e sono stato costretto a chiedere a mia figlia di prendere il suo posto. Veronica è entrata benissimo nella parte facendola diventare sua a tutti gli effetti».

Che rapporto hai con il produttore Francesco Cheratzu?
«Tra noi c’è una forte amicizia nata grazie alla collaborazione che portiamo avanti ormai da anni soprattutto nel campo della valorizzazione della lingua sarda. Uno degli ultimi lavori che abbiamo fatto insieme è stato “Sintesa”: ho prestato la mia voce per il sintetizzatore del sardo realizzato insieme all’Università di Cagliari».

Iskida - ©alecani 2016 - all rights reserved - info at alecani@gmail.com

Piero Obinu sul set di Iskìda della Terra di Nurak ©alecani 2016

E con l’autore della trilogia Andrea Atzori?
«Anche con lui si è creato un rapporto di complicità. E’ talmente genuino che nei momenti di difficoltà sul set ci siamo ritrovati ad abbracciarci».

Cosa speri succeda quando il corto di Iskìda della Terra di Nurak sarà pronto?
«Credo che non conti il tempo che si impiega a realizzare il prodotto, ma la qualità. Iskìda è un prodotto che vale e sono convinto andrà avanti con successo».

 

 

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