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Iskìda e l’Isola fantasy

October 18, 2016

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Fabio Attoli

Redattore di Origami Edizioni, casa editrice che pubblica principalmente libri fantasy e horror, consigliere dell’Associazione culturale Mondi Sospesi e fondatore del Giocomix. Chi meglio di Fabio Attoli conosce l’universo del fantasy isolano.

Fabio, cosa rappresenta al giorno d’oggi il fantasy?
«Il fantasy è uno dei generi letterari più antichi e sicuramente quello che oggi riesce a coinvolgere maggiormente le persone: vivere un’avventura fantastica è il sogno di tutti e gli elementi fantastici fanno presa sul pubblico proprio perché alla gente piace sognare. Pensiamo a Harry Potter per esempio, chi non ha fantasticato leggendo le avventure del maghetto di Hogwarts?».

Scrivere un buon fantasy è un’operazione difficile?
«Un libro fantasy non deve essere concepito soltanto per essere un opera di fantasia: al suo interno deve nascondere una serie di messaggi e di percorsi narrativi che si riferiscono a elementi storici e culturali e che presuppongono uno studio attento della materia. Credo che il mondo fantastico debba rappresentare una realtà inventata solida. Questa affermazione può sembrare un controsenso, ma, riflettendo bene, si capisce che se il mondo fantastico non è ben costruito non funziona e l’autore rischia di contraddirsi».

Nella redazione della casa editrice Origami Edizioni arrivano molte richieste di pubblicazione di libri fantasy?
«Riceviamo tantissime opere, almeno una al giorno. Il problema è che molti autori scrivono racconti superficiali senza aver riflettuto e aver svolto uno studio approfondito».

Ti è piaciuta la trilogia di Iskìda della Terra di Nurak?
«Andrea Atzori ha costruito e sviluppato un mondo fantastico basato sulla nostra Terra e sulla realtà sarda rifacendosi alla mitologia nuragica. In ogni pagina traspare lo studio, la ricerca e la passione che Andrea mette in tutto quello che fa».

Il set di Iskìda della Terra di Nurak- ©alecani 2016

Il set di Iskìda della Terra di Nurak- ©alecani 2016

Ambientare una storia fantasy in una mondo che si ispira alla Sardegna è un vantaggio per la nostra regione?

«Descrivere prima e mostrare poi le bellezze sarde in un film è la più bella forma di pubblicità che si può fare per la nostra Terra. Nel cortometraggio, che aspetto di vedere con ansia, un esperto di cinema come Anthony LaMolinara avrà fatto delle scelte di regia accurate da poter valorizzare ancora di più la Sardegna».

Per quanto riguarda la trasposizione cinematografica di Iskìda, che ruolo avete ricoperto nella produzione del corto?
«La presidente dell’Associazione Mondi Sospesi, Eleonora Guggeri, e la socia Chiara hanno collaborato con il regista LaMolinara per la realizzazione degli abiti di scena. Mondi Sospesi è sempre stata impegnata nell’attività sartoriale: fino a qualche anno fa l’associazione organizzava sessioni di giochi di ruolo dal vivo e le stesse Eleonora e Chiara in passato sono state cosplayer e attive nel campo della rievocazione storia e del teatro. Così, basandosi sui disegni di Dany&Dany presenti nella trilogia e servendosi dei costumi, delle armi e delle scenografie conservate nel tempo, hanno realizzato i costumi utilizzati per girare le scene».

Vol 1 - cover

Iskìda e Ino nell’illustrazione di Dany&Dany

Al Giocomix, il festival tutto sardo del gioco e del fumetto, avete ospitato per primi Iskìda della Terra di Nurak…
«Andrea era un giocatore di ruolo, i suoi lavori ci piacciono molto e di conseguenza supportiamo ogni sua iniziativa. Qualche anno fa abbiamo ospitato anche il cosplay della protagonista Iskìda…
Oggi i visitatori del Giocomix ci chiedono del film e non vediamo l’ora di ospitare l’anteprima del cortometraggio».

A proposito di giochi di ruolo dal vivo, conoscete qualcuno che gioca con l’ambientazione di Iskìda?
«Per il momento in Sardegna non credo sia mai stato fatto, ma non escludo che i nuovi giovani possano prendere spunto dall’opera di Andrea Atzori. Sarebbe bello realizzare anche il gioco da tavolo, avrebbe un bel successo».

 
Riproducibile con citazione della fonte