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Un falco per Iskìda

September 20, 2016

Mauro Cavallo con il falco di Harris sul set di Iskìda della Terra di Nurak- ©alecani 2016 - all rights reserved - info at alecani@gmail.com

Mauro Cavallo con il falco di Harris sul set di Iskìda della Terra di Nurak – ©alecani 2016

«In un fantasy ambientato in Sardegna non poteva mancare il rapace». Esordisce così Mauro Cavallo, medico veterinario che da 15 anni si occupa di fauna esotica e rapaci, ricordando l’esperienza vissuta sul set del teaser trailer Iskìda della Terra di Nurak in compagnia dei suoi falchi.

Dottor Cavallo, come è nata la  passione per i rapaci?

«È una passione nata con lo studio degli animali selvatici diventata lavoro quando un giorno è arrivato in ambulatorio un falco ferito a un’ala. Me ne sono innamorato subito e ho deciso di prendere dei falchi tutti miei per addestrarli: sono animali talmente difficili da educare che se ci riesci ottieni grandi soddisfazioni».

Quanti falchi ha?

«Ho una coppia di falchi del deserto, chiamati Falchi Sacri, che ogni anno depongono le uova permettendomi di seguire tutte le fasi dell’accoppiamento, due falchi del Texas detti di Harris, un falco Pellegrino e uno nordico».

In Sardegna c’era una forte tradizione legata alla falconeria?

«Tra il 1200 e il 1400 in Sardegna esisteva una pratica di caccia col falco. I documenti storici mostrano che era una delle specialità degli Aragonesi. Anche Eleonora d’Arborea praticava la falconeria e a Cagliari i Pisani avevano addirittura creato, nel quartiere Castello, una zona dedicata ai falchi. La storia ci racconta anche che il falconiere più famoso dell’epoca, Federico II di Svevia, aveva come addestratore un sardo. Successivamente, però, la falconeria scomparve: furono emanate delle leggi, come la Carta De Logu, che vietavano di prendere i falchi dalla natura lasciando il permesso solo a pochi autorizzati. Così diventò uno sport d’élite sino al Rinascimento».

Il falco di Harris - ©alecani 2016 - all rights reserved - info at alecani@gmail.com

Il falco di Harris – ©alecani 2016

I falchi sardi erano pregiati?

«Erano sicuramente i più belli e più conosciuti del Mediterraneo. Venivano da fuori per comprarli e si racconta venissero addirittura scambiati con i cavalli bianchi, ma nel 1800 i Piemontesi fecero razzia per portarli fuori causando una forte riduzione di falchi e aquile rare che erano presenti solo in Sardegna».

Qual è la situazione attuale?

«Oggi delle leggi speciali vietano sia la caccia che il prelievo di animali dalla natura e la falconeria è riservata solo a persone che hanno competenza sia nell’addestramento che nel mantenimento. Infatti, in alcuni Stati, come il Pakistan, la Polonia, l’Inghilterra e l’Ungheria,  la falconeria è permessa solo con falchi certificati e nati in cattività».

E in Sardegna?

«In Sardegna una legge regionale vieta l’utilizzo del falco per la caccia. Chi lo possiede (attualmente siamo circa una decina) può solo farlo volare e addestralo. Il nostro compito è  tutelare la fauna selvatica per preservare le specie pregiate che abbiamo solo qua».

Mauro Cavallo e il falco a Bosa - ©alecani 2016

Mauro Cavallo e il falco a Bosa- ©alecani 2016

Quale falco ha portato sul set del teaser trailer di Iskìda della Terra di Nurak?

«I falchi che hanno partecipato al teaser in realtà sono due, i falchi del Texas. Ho deciso di portare loro perché sono i più intelligenti, quelli che ti seguono e che sanno già cosa fare prima che glielo dica. Abbiamo girato a Bosa: la femmina, Ginevra, aveva il compito di stare accanto all’attrice Clara Murtas mentre Merlino ha dovuto volare».

Come si è svolta la scena in cui Merlino ha spiccato il volo nelle scogliere di Torre Argentina a Bosa?

«Il falco sapeva che al mio segnale doveva volare e al richiamo tornare. Ha fatto tre voli splendidi con ritorno immediato: eravamo dentro una scogliera in cui lo spazio di manovra era davvero ristretto e lui è stato veramente bravo a svolgere il suo esercizio. I falchi sono abituati a volare in spazi molto più ampi e così, viste le difficoltà dettate dalle condizioni ambientali, ho deciso di portare Merlino proprio perché ha le caratteristiche strutturali e comportamentali adatte per volare in luoghi come quello».

 Clara Murtas e Ginevra sul set- ©alecani 2016

Clara Murtas e Ginevra sul set – ©alecani 2016

E Ginevra come si è comportata?

«Anche lei è stata impeccabile: è stata tranquilla e immobile per tutto il tempo e non si è nemmeno spaventata quando si è trovata davanti la telecamera».

E alla vista del drone come hanno reagito?

«Merlino è rimasto sorpreso: l’ha considerato come un falco più grosso e cercava di allontanarlo. Quando poi il drone se n’è andato è rimasto perplesso ma non lo ha seguito: mi guardava per sapere cosa fare».

È stato difficile gestirli sul set?  

«Per essere abituati ai rumori improvvisi i falchi sono addestrati nel caos e in relazione al cibo: se il falco ha fame fa l’esercizio e torna per mangiare (carne cruda di volatili). Affinché riesca al meglio è necessario che sia a digiuno: è importante solamente che abbia mangiato il giorno prima per avere le forze necessarie per volare. I miei dopo 10 anni lo fanno ormai automaticamente e a stomaco pieno, ma il giorno avevano poco tempo a disposizione e, per paura di mandare in fumo la giornata di riprese, ho preferito lasciarli a digiuno. Ho pensato “non si sa mai che non tornino…”».

 

 

 

 

 

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