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Un tesoro di cane Fonnese

September 6, 2016

Iskida - ©alecani 2016 - all rights reserved - info at alecani@gmail.com

Alberto Chisu e Astula – ©alecani 2016

«A guardarlo potrebbe far paura, ma è talmente bravo che gli affiderei un bambino». Alberto Chisu, addestratore di cani Fonnesi e padrone di Astula, il bel Fonnese che nel teaser trailer di Iskìda della Terra di Nurak ha interpretato Ino, il cane fedele della protagonista Iskìda, ha voluto condividere con noi la bella esperienza vissuta sul set del teaser diretto dal regista Premio Oscar Anthony LaMolinara.

 

Alberto, chi è Astula?

«Astula è un cane di sette anni che vive a Orosei in compagnia di altri venti Fonnesi. Lavora in campagna con galline, oche, tacchini e faraone: difende gli animali dalle volpi presidiando il pollaio. Astula ha un temperamento estremamente aggressivo, ma la sua particolarità è che riesce ad avere un grande controllo di sé. Infatti, come tutti i cani di questa razza così antica (recenti studi condotti da scienziati di fama internazionale hanno riscontrato nel dna geni del lupo ancestrale), è molto equilibrato: sa distinguere il padrone dalla minaccia».

Tutti i cani Fonnesi hanno queste caratteristiche?

«Gli esemplari di razza Fonnese, finalmente riconosciuta nel 2013 dall’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana, sono cani selezionati in passato dai pastori per difendersi dall’uomo e dai furti di bestiame: specialmente durante la transumanza, quando il pastore era costretto a trascorrere lunghi periodi in territori spopolati, aveva bisogno di un cane pronto a difenderlo in caso di aggressione. Proprio per questo i cani Fonnesi non amano gli estranei, li percepiscono come intrusi».

Come è nata l’idea di prendere parte al teaser trailer di Iskìda della Terra di Nurak?

Iskida - ©alecani 2016 - all rights reserved - info at alecani@gmail.com

Astula – ©alecani 2016

«Due anni fa il produttore Francesco Cheratzu mi ha contattato per vedere il cane dopo aver sentito parlare dei miei Fonnesi da un’addestratrice cinofila. Inizialmente non pensavo si trattasse di un progetto così importante, ma dopo aver incontrato Cheratzu, il regista La Molinara e l’autore Andrea Atzori, ho deciso di accettare. Conoscendo bene il mio cane, ho cercato di dare loro dei suggerimenti su come si sarebbero potute svolgere nel migliore dei modi le scene con Astula».

Come mai, essendo il padrone di venti cani, la scelta è ricaduta su Astula?

«Morfologicamente era il cane più adatto perché è nero proprio come l’esemplare descritto da Andrea Atzori nei libri. Ero indeciso tra lui e una femmina, ma alla fine la scelta è ricaduta su Astula semplicemente per la forte empatia che c’è tra noi, nata dal duro lavoro che ho dovuto fare per educarlo. Il tempo per preparare le scene era davvero poco, così scegliere il cane con cui ho più feeling è stata la soluzione migliore».

 Astula sul set di Iskìda della Terra di Nurak- ©alecani 2016 - all rights reserved - info at alecani@gmail.com

Astula sul set di Iskìda della Terra di Nurak – ©alecani 2016

Sul set come è andata?

«È stata un’esperienza bellissima anche se molto impegnativa. Astula ha un’educazione di base che mi ha permesso di poterlo gestire in una situazione del tutto nuova. Solo grazie alla sua intelligenza siamo riusciti a portare a termine il lavoro. In una scena è dovuto rimanere a terra immobile per più di venticinque minuti, accanto a un fuoco acceso e con una telecamera sopra: stare passivo per tutto quel tempo non è stato facile, ma lui si è prestato solamente perché a chiederglielo ero io. Non posso negare, però, che ci abbiamo dovuto lavorare parecchio».

Com’è andata con Veronica Obinu?

«Astula è un cane che borbotta di continuo e ringhia con facilità e proprio per questo abbiamo dovuto organizzare degli incontri con gli attori le settimane prima delle riprese. Veronica Obinu, l’attrice con la quale ha dovuto passare più tempo sul set, era terrorizzata. Astula percepiva il disagio della ragazza e mi guardava come a dire “che faccio?”. Lei è stata determinata nel voler superare l’ostacolo, lui l’ha aiutata mostrandosi cauto, sensibile e delicato. Quando non gli andava di fare una cosa, glielo sussurrava e così Veronica ha imparato a riconoscere i segnali. E alla fine sono arrivati a cercarsi e a comunicare in modo spontaneo tanto che nell’ultima scena Veronica si è pure commossa».

Astula e Veronica Obinu - ©alecani 2016 - all rights reserved - info at alecani@gmail.com

Astula e Veronica Obinu – ©alecani 2016

E con Chiara Aru invece?

«La scena con Chiara Aru, la cattiva Jasme, era davvero complicata perché si simulava un attacco e comprendeva anche un morso vero per il quale abbiamo preso tutte le precauzioni necessarie. Infatti Astula non le ha fatto neanche un graffio. Chiara doveva avere uno sguardo minaccioso ed è stata brava nel riuscire a farsi vedere in modo diverso dal cane. Infatti per Astula “attaccare” Jasme era un nuovo gioco molto divertente».

Terminate le riprese, hai notato qualcosa di diverso in Astula?

«Direi proprio di no, era solo stanco come tutti noi del resto».

Credi che l’esposizione mediatica possa essere un vantaggio per la razza?

«Da quando la razza è stata riconosciuta a livello internazionale, c’è una grande incognita sul futuro di questi cani. Il fatto che fosse conosciuta solo da pastori e da alcuni appassionati ha permesso di preservare la razza; ora con il riconoscimento si può andare incontro al rischio che scoppi la moda del Fonnese. Stanno circolando i primi pedigree e inizieranno le selezioni di bellezza: sino a oggi non è mai interessato al pastore se il cane fosse bello o brutto. Così la notorietà di uno dei tanti tesori della Sardegna può portare la razza ad essere snaturata per le selezioni e c’è il rischio che si possa giungere alla creazione di una caricatura del Fonnese. Perciò sta a noi provare e fare di tutto per mantenere intatto questo patrimonio».

Astula - ©alecani 2016 - all rights reserved - info at alecani@gmail.com

Astula – ©alecani 2016

Presto il teaser trailer di Iskìda della Terra di Nurak sarà pronto e visibile a tutti, pensi possa accentuare questo fenomeno?

«Il giorno che uscirà Iskìda, potrebbe esserci il rischio che Astula diventi il nuovo Lassy e che la moda di cui parlavo poco fa possa arrivare anche oltreoceano. Questo potrebbe essere un problema per il cane, anche se, nello stesso tempo, penso non sia corretto tenerlo sepolto all’infinito. Credo quindi sia giusto condividere, ma con coscienza e cautela. E, in caso di grossi cambiamenti della razza,  Iskìda mostrerebbe un documento di un cane del 2016 in cui sono ben visibili le fattezze del vero Fonnese».

 

 

 

 

 

Riproducibile con citazione della fonte