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Unu maiàrgiu chi benit dae su sartu

November 29, 2016

Iskida - ©alecani 2016 - all rights reserved - info at alecani@gmail.com

Piero Pala nei panni dello stregone Elifas – ©alecani 2016

Dalla campagna al set di un cortometraggio diretto da un premio Oscar. Piero Pala, pastore quarantottenne di Scano di Montiferro, quest’esperienza non la scorderà facilmente: «Iskìda della Terra di Nurak è stata un’avventura fantastica che mi ha arricchito sia dal punto di vista umano che da quello professionale».

Piero, raccontaci cosa fai nella vita.
«Dopo il lavoro in campagna, mi diletto con la recitazione. Il teatro, una passione nata da ragazzino grazie a Piero Obinu e sua moglie Gavina, mi da grandi soddisfazioni nonostante lo pratichi a livello amatoriale proprio nella loro compagnia Elighelande Teatro».

Come mai hai deciso di presentarti ai casting di Iskìda?
«Quando ci hanno illustrato il progetto, io sono stato uno di quelli che non ha dato molto peso all’opportunità che ci stavano offrendo e ho deciso di presentarmi al provino un po’ per gioco e un po’ per la curiosità di vedere un gigante del cinema internazionale nel nostro paese. Ci siamo contesi il posto di Elifas in cinque pungendo con degli spilli un fantoccio e mimando una sorta di rito voodoo».

E quando hai saputo che eri stato scelto per la parte?
«E’ stato Piero Obinu a comunicarmelo. Ero entusiasta ma nello stesso tempo spaventato: un conto è salire su un palco per dire quattro battute, un altro è partecipare a un progetto di queste dimensioni. Avevo paura di non essere all’altezza».

Iskida - ©alecani 2016 - all rights reserved - info at alecani@gmail.com

Elifas durante le riprese – ©alecani 2016

Come mai, secondo te, LaMolinara ha scelto proprio te?
«Forse perché ho la faccia da cattivo, ma qualcuno mi ha detto che lo ha colpito la tranquillità con la quale ho infilzato gli spilli nella bambolina. Un gesto per me normale, ho fatto esattamente quello che fa un pastore quando sistema un agnello».

Che personaggio è Elifas?
«Una persona estremamente falsa, non di buoni sentimenti. Non è stato facile interpretare questo ruolo e ho cercato di essere il più meschino possibile».

Ti sei trovato a tuo agio conciato da stregone?
«Il truccatore Luca Deiana della Faery Academy è stato bravissimo a trasformarmi in Elifas, ma quella barba è stata un tormento. Per non parlare poi delle unghie, che sembravano artigli, costruite alla perfezione da Benedetta Rosa: per tutto il giorno è stato impossibile prendere in mano qualsiasi oggetto».

Che clima c’era sul set?
«C’era un’aria serena, quasi famigliare. LaMolinara è una persona splendida, si è dimostrato particolarmente disponibile e paziente con noi alla prima esperienza cinematografica e non ci ha mai fatto pesare la sua professionalità. Lo stesso vale per Francesco Cheratzu, un produttore con le idee chiare che sta facendo il possibile per portare avanti il progetto».

Piero Pala e parte del cast tecnico sul set

Piero Pala e parte del cast tecnico sul set – @alecani 2016

Che ricordo ti sei portato a casa?
«Per un giorno mi sono sentito il protagonista assoluto, tutti erano concentrati su di me ed è stato davvero emozionante. Se l’avventura dovesse finire qui, posso dire di essere comunque soddisfatto perché ho avuto la possibilità di lavorare con un professionista che mi ha fatto capire quanto sia importante la figura del regista e il saper ascoltare quello che ti dicono di fare».

In questi mesi non hai mai sognato di calcare il red carpet di Hollywood?
«Tutti sognano, ma io rimango con i piedi per terra. A Hollywood mi troverei solamente a disagio soprattutto con la lingua inglese anche se mi dicono che una parte di film sarà girato in sardo».

 

 

Riproducibile con citazione della fonte